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I cittadini intervistano i candidati sindaci

Primo round tra Ballesi, Carancini, Menghi, Pistarelli e Ranzuglia
giovedì 4 marzo 2010 - Ore 15:12 - caricamento letture
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I cinque candidati sindaci di Macerata hanno risposto alle dieci domande che abbiamo selezionato tra quelle arrivate dai cittadini. Le pubblichiamo in due tranches. Di seguito le risposte alle prime cinque domande – precedute da una presentazione dei candidati – da parte di Giorgio Ballesi (Comitato Diapason), Romano Carancini (coalizione di centronistra), Anna Menghi (Comitato Menghi ed Essere Macerata), Fabio Pistarelli (coalizione di centrodestra) e Paolo Ranzuglia (Maceratiamo).

Iniziamo da una breve presentazione.
“Nome Giorgio. Cognome Ballesi. Professione avvocato. Età 56. Sposato. Tre figlie. Hobby la musica (in particolare il jazz) e la pesca. Trascorsi politici nessuno”.
“Romano Carancini, 49 anni, sono sposato dal 1995 con Betty, due bambini, Aurora ed Alessandro di 11 e 5 anni. Laureato in Giurisprudenza nel 1987, esercito la professione di avvocato in città  dal 1991. Appassionato di musica e sport, ho praticato il calcio agonistico per 14 anni ed ho allenato delle squadre giovanili. Consigliere comunale e capogruppo DS dal 2000 e successivamente nel 2005 sono stato confermato consigliere  comunale risultando il più votato tra i 40 consiglieri. Nel 2007 sono stato indicato all’unanimità capogruppo del PD. In questa tornata elettorale sono stato scelto come candidato Sindaco della coalizione di centrosinistra attraverso il doppio passaggio popolare delle primarie in cui hanno votato complessivamente circa 8.000 persone”.
“Anna Menghi 47 anni, laureata in Giurisprudenza, è funzionario presso la zona territoriale n.9. Da sempre impegnata nel sociale, è presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, di cui è il presidente provinciale.
Dal 1990 al 1993 è stata consigliere comunale della Dc. Nel 1997 è stata candidata sindaco del centro destra e ha ricoperto la carica di primo cittadino per diciotto mesi, cessata per dimissioni immotivate da parte dei consiglieri di centro destra e centro sinistra. Con il sostegno di seimila cittadini, dieci anni fa nasce il Comitato Anna Menghi, prima lista civica della città”.
“Fabio Pistarelli, avvocato, 46 anni, sposato con Deborah, due figlie, Giulia e Vittoria, ho la passione per la lettura, la montagna e i viaggi. L’impegno politico inizia da giovanissimo, al Liceo e all’Università di Macerata, dove sono stato rappresentante degli studenti al Consiglio di amministrazione.  Nel 1990 sono stato eletto consigliere della circoscrizione San Francesco Collevario e nel 1993 al Consiglio Comunale di Macerata, nei cui banchi sono rimasto fino al 1999. Dal 1995 ad oggi, riletto per tre volte, sono stato consigliere regionale in rappresentanza del collegio di Macerata. Ho ricoperto gli incarichi di vice presidente di commissione, di capogruppo e di portavoce unico del centro destra.
“Paolo Ranzuglia, 44 anni, da 14 sposato con Alessia, padre di Sofia, Chiara e Sara, un candidato che vive il cambiamento come impegno e scelta di vita quotidiana, lavora al servizio della finanza etica, una scelta di sobrietà che è alla base del suo stile di vita. E’ socio fondatore del Gruppo di acquisti solidale di Macerata (GAS) e della Rete di Economia Solidale delle Marche (REES), organizzazioni impegnate a promuovere un sistema economico e sociale orientato al bene comune. Nessun trascorso partitico,  ma un impegno politico quotidiano nel lavoro, nella famiglia e nella società civile”.

1.  Come siete intenzionati a spendere i soldi pubblici? Quali sono le prime opere che avete intenzione di realizzare per Macerata?
Giorgio Ballesi: Siamo intenzionati a spenderli bene. Mi permetta la battuta, ma messa così, infatti, è una domanda che offre la possibilità per dire tutto e niente. Intanto, bisogna ricreare un patrimonio di soldi pubblici, visto che l’amministrazione uscente ha raschiato il barile. Per fare questo, intendiamo rivolgerci ad esempio alla Comunità europea e, ovviamente, alle altre istituzioni dello Stato. Opere da realizzare subito: ripopolamento del centro mediante una nuova politica per la residenza; attivare le procedure per potenziare le vie di accesso, di deflusso e i parcheggi; creare un ufficio per le politiche intercomunali, che potenzi l’azione del territorio riconferendo a Macerata il ruolo di capoluogo che le compete, con immediata ricaduta sul commercio e sul turismo.
Romano Carancini: Prima di rispondere analiticamente ad ogni domanda voglio preliminarmente rappresentare che su quasi tutti i temi proposti il nostro programma ha già dato risposte chiare e puntuali, dunque prima ancora che esse ci fossero state poste.
I soldi pubblici verranno spesi sulla base del programma che abbiamo presentato e seguendo un criterio di priorità amministrative tra i vari obiettivi che ci siamo dati.
In questa particolare fase di difficoltà economica generalizzata saremo attenti ad eliminare ed evitare sprechi e comunque a privilegiare le risposte ai bisogni più immediati di famiglie e di persone che si trovino in situazione di grave disagio. A questo proposito, con i primi atti deliberativi, metteremo a disposizione risorse per circa 150.000,00 € dell’attuale previsione di bilancio, a favore delle famiglie e delle persone in stati di particolare difficoltà”.
Anna Menghi: Bisogna, innanzitutto, tener conto della realtà: purtroppo il bilancio del Comune di Macerata è molto magro. Bisognerà quindi intervenire con una gestione oculata che recuperi sacche di inefficienza e di sprechi per avere servizi migliori a costi contenuti.  La priorità è sicuramente la viabilità, il collegamento con le frazioni (Villa Potenza e Piediripa, Sforzacosta) su cui bisognerà intervenire cercando finanziamenti da Stato e Regione. Faremo particolare attenzione ad ogni programma di finanziamento con destinazione vincolata.
Fabio Pistarelli: Visto lo stato di inerzia, di abbandono in cui è stata lasciata la città, l’elenco è lungo. I primi interventi avranno come priorità l’attenzione al sociale (giovani, anziani, malati, situazioni di disagio), ad esempio mettendo subito allo studio l’introduzione del quoziente familiare nelle tariffe e imposte comunali, in modo che paghino meno le famiglie numerose o che hanno al loro interno un anziano o un disabile. Grande slancio al completamento/miglioramento della viabilità, eterna incompiuta, insieme ad una complessiva modificazione dell’organizzazione della sosta e dei parcheggi. Immediata realizzazione degli impianti natatori e, in generale, miglioramento dello stato degli impianti sportivi e costruzione di nuovi, magari polifunzionali. Recupero della qualità della vita delle frazioni e dei quartieri, recupero e rilancio del centro storico come cuore della città, storico, culturale, commerciale”.
Paolo Ranzuglia: La qualità  della vita è fortemente influenzata dalla vivibilità della città,  su questo incentreremo le nostre azioni. Un piano della mobilità che punti all’utilizzo dei mezzi pubblici, della mobilità  alternativa (car sharing, car pooling, percorsi ciclabili e pedonali) per l’abbattimento delle relative polveri sottili. Interventi per la riduzione della produzione dei rifiuti e contemporaneo potenziamento della raccolta differenziata per un graduale aumento delle linee di riciclo dei materiali, fino al definitivo spegnimento dell’inceneritore; Proponiamo il doveroso completamento dell’incompiuto collegamento intervallivo fino alla superstrada per alleggerire dal traffico veicolare anche le frazioni di Sforzacosta e Piediripa.  Riqualificazione e implementazione del verde e dei parchi urbani a livello intercomunale attraverso nuovi percorsi di collegamento. Più servizi per la popolazione anziana (es. sos farmaci – spesa a domicilio), più attenzione ai più giovani con l’apertura del centro di ascolto, biblioteca per ragazzi e la valorizzazione dei musei esistenti.

2.  Vuole o non vuole il parcheggio sotto Rampa Zara?
Romano Carancini: Realizzeremo il parcheggio sotto Rampa Zara con un attracco meccanizzato che consentirà di ricollegarsi all’ascensore attualmente esistente, e così arrivare all’altezza della rinnovata Galleria del Commercio ed in prossimità della centralissima Piazza della Libertà. Il parcheggio di Rampa Zara sarà ideato e realizzato all’interno di un progetto di riqualificazione di tutta l’area ambientale posta a Nord-Est, nei pressi di Fontemaggiore e che terrà conto, come esigenze irrinunciabili, di un basso impatto ambientale e paesaggistico, della valorizzazione e recupero delle fonti esistenti e della passeggiata storica della cosiddetta “mattonata” e con l’obiettivo di mandato, a seguito del descritto intervento e di quello immediatamente successivo, di ampliare la pedonalizzazione del Centro Storico attualmente esistente. Unitamente al collegamento meccanizzato da Rampa Zara, ci impegniamo a progettare e realizzare un percorso meccanizzato che da Piazza Mazzini, o direttamente da Viale Trieste, consenta di accedere al Centro Storico.
Anna Menghi: Siamo stata l’unica amministrazione che aveva stanziato, ben dieci anni fa, i soldi in bilancio e aveva discusso pubblicamente il progetto concretamente realizzabile. Si tratta di un parcheggio che ancora è funzionale per il rilancio del centro storico.
Fabio Pistarelli: “Si, è assolutamente fondamentale per il rilancio della città e soprattutto del suo centro storico”.
Paolo Ranzuglia: Una nostra inchiesta dimostra  lo scarso utilizzo dei parcheggi esistenti. Prima di realizzare una nuova struttura riteniamo più idoneo un utilizzo maggiormente razionale dell’esistente per esempio attraverso una segnaletica efficiente. La realizzazione di un nuovo parcheggio sarà presa in considerazione qualora il patrimonio attuale, utilizzato al massimo delle sue potenzialità, risulti insufficiente. Piuttosto, riteniamo necessaria una riqualificazione della zona di Fonte Maggiore, ad oggi in uno stato di completo abbandono, anche attraverso l’effettiva attuazione del progetto “il parco delle fonti.
Giorgio Ballesi: Sì. Credo sia una delle prime opere da realizzare. Tenendo conto – perché oggi è possibile – di tutti i sistemi per salvaguardare, e al contempo valorizzare, anche il verde circostante.

3.  Metterà  mano al problema dei parcheggi per i pendolari che oggi spendono il 5% del loro stipendio per parcheggiare durante l’orario di lavoro?

Anna Menghi: ” Macerata ha sicuramente bisogno di aree a parcheggio gratuito e di nuovi parcheggi il cui costo, però, non deve diventare un’ennesima tassa. Parcheggi funzionali e costi contenuti sono importanti anche al fine di recuperare la capacità attrattiva della città. Bisogna programmare zone a parcheggio gratuito, a pagamento e ad orario (30 minuti)”.
Fabio Pistarelli: “E’ indispensabile in primo luogo fare una verifica delle aree di sosta: la normativa prevede quote per la sosta gratuita che attualmente sono introvabili. Va, inoltre, riesaminata la tipologia di sosta considerando le diverse esigenze dei residenti, utenti e addetti, e riviste le tariffe ed il sistema di pagamento. Non può essere che se si passa da una zona all’altra della città e si è spesso costretti a rifare il biglietto anche se quello precedente non è ancora scaduto!”
Paolo Ranzuglia: “In alcuni parcheggi la sosta giornaliera costa 2 euro e sono disponibili abbonamenti a costi contenuti. Il problema è a monte: dobbiamo diminuire il traffico veicolare. Tutti in macchina per sostare in parcheggi i più prossimi possibile alla destinazione non funziona anche per ragioni ambientali. Con un serio piano della mobilità (mezzo pubblico e car pooling, tra le altre) insieme ad una seria politica di gestione della sosta, aumenterà la possibilità di scelta per accedere alle diverse parti della città, con la possibilità di poter parcheggiare anche gratuitamente in aree, collegabili con mezzi pubblici, prossime alla città. Praticamente, si propone una inversione a U delle politiche del traffico attuate sinora che non hanno fatto altro che agevolare proprio la mobilità veicolare”.
Giorgio Ballesi: “Mi rendo conto del problema dei pendolari, ma pensi anche quanto spendono i residenti per parcheggiare sotto la loro casa! Secondo noi, bisogna dotare i parcheggi esterni di un servizio di bus navetta con biglietto integrato. Niente vieta di studiare convenzioni con gli uffici o le aziende a vantaggio dei pendolari, ma meglio ancora ci pare l’offerta di un servizio efficiente che incoraggi l’uso dei mezzi pubblici al posto di quelli privati. Il problema della sosta a pagamento, secondo noi, va ripensato soprattutto in relazione ai residenti”.
Romano Carancini: “Gli attuali costi dei parcheggi delle strutture maceratesi sono già i più bassi tra quelli dei capoluoghi di provincia della Regione Marche. In un rinnovato piano che comprende il traffico, i parcheggi e le infrastrutture da realizzare ci saranno comunque spazi per intervenire sulla riduzione dei costi dei parcheggi la cui chiave – in particolare per i pendolari – potrà essere l’abbonamento mensile e/o annuale ovvero incentivi anche per l’uso di altri parcheggi oltre quelli in abbonamento”.

4. Cosa si pensa di fare per rilanciare l’Università, uno degli ultimi veri patrimoni rimasti a Macerata?
Fabio Pistarelli: “Bisogna lavorare in stretta collaborazione con l’Ateneo. Nell’interesse della Città sarebbe importante aumentare la stanzialità degli studenti e degli insegnanti, evitando che l’Università diventi un semplice esamificio. Vanno quindi attuate politiche per la residenzialità degli studenti, per la distribuzione razionale degli spazi universitari, e politiche di forte investimento su progetti di ricerca che coinvolgono l’ateneo e il territorio, dando ai nostri istituti universitari, come anche all’accademia di belle arti, la possibilità di impiegare qui in progetti per la città i giovani talenti”.
Paolo Ranzuglia: “Più che un rilancio dell’Università in senso stretto, che non compete al comune, si dovrebbe parlare di collaborazione e sinergia tra le due amministrazioni che permettano ad entrambe di crescere. Il comune, offrendo un supporto “politico” e logistico garantirebbe all’Università maggiore forza per le sue iniziative sul territorio e maggiore attrattiva nei confronti degli studenti; l’ateneo potrebbe dal canto suo mettere a disposizione la sua ricchezza di contenuti per la realizzazione di interventi in campo culturale, amministrativo, gestionale”.
Giorgio Ballesi: Penso di fare quello che a Macerata non si è fatto quasi mai, e cioè coinvolgere docenti e studenti dal punto di vista socioculturale; è quanto mai necessario che si incrocino le opportunità di crescita reciproca delle nostre rispettive istituzioni, finora vissute un po’ come due isole.  Macerata ha un ragguardevole patrimonio di storia, di arte e di civiltà, in grado di offrire allo studio e all’attività scientifica dell’Università ben più di un’occasione di incontro e di approfondimento. E ben più dell’acquisto di palazzi storici e non (penso ad esempio all’area ex-Upim), verso i quali un’Amministrazione dovrebbe saper puntare il proprio obiettivo per realizzarci strutture di pubblico utilizzo.
Romano Carancini: L’Università sarà, domani più di oggi, partner privilegiato dell’Amministrazione unitamente alla Accademia sulla mission della Città che, nel dettaglio, definiremo con gli Stati Generali della Città da svolgersi entro ottobre del 2010. Ancor più in particolare sarà avviata una sinergia con l’Università che permetterà la valorizzazione di giovani che possano cimentarsi, immediatamente dopo la propria formazione, sui progetti dell’Amministrazione per vari settori di sviluppo tra cui il turismo culturale, ovvero per investire il proprio sapere su nuove professioni. Sinergia specialistica anche con Accademia di Belle Arti perfettamente integrabile, per esempio, con molte manifestazioni attualmente esistenti in Città(Sferisterio Opera Festival, Musicultura, Rassegna di Nuova Musica, ecc.).
Anna Menghi: L’Università è una grande opportunità per Macerata, è una vera risorsa in termini di sviluppo. L’Università va coinvolta in un vero gioco di squadra per mettere a frutto le sue potenzialità. Ci deve essere sinergia con l’amministrazione comunale e insieme si dovrà studiare un progetto di recupero delle specificità professionali. L’Università ha un ruolo fondamentale, che va potenziato in quanto è un contenitore di opportunità non solo a livello culturale, ma anche occupazionale sul nostro territorio.

5. Credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere prima del primo turno da chi sarà composta la squadra degli Assessori perché il candidato Sindaco potrebbe essere un genio ma poi scegliere persone incapaci (è già successo) e pertanto alla fine la squadra potrebbe essere motivo determinante per scegliere un candidato o un altro.
Già che c’è potrebbe anche indicare prima del I turno chi saranno le personalità che andranno ad occupare posizioni importanti (e retribuite) di enti e/o partecipate comunali (Apm, Smea, Cosmari, Nera, Centro Agroalimentare, Cemaco, ecc.) cosicché i cittadini avrebbero la possibilità di sapere se ci vanno persone in gamba.

Paolo Ranzuglia: La squadra degli assessori è già stata comunicata da tempo, riteniamo questo uno degli elementi di trasparenza che ci contraddistingue ulteriormente rispetto agli altri. I nomi che sono stati espressi dai vari gruppi di lavoro che abbiamo organizzato sono: Cherubini Roberto (Cultura e Sport), D’Antini Giuseppe (Beni comuni e Partecipazione), Marconi Michela (Scuola , Giovani e Turismo), Pagnanelli Antonio (Urbanistica e mobilità sostenibile), Panaro Stefano (Politiche sociali e per la Casa), Pettinari Emiliano (Lavoro ed Attività Economiche) e Ventrone Fulvio (Ambiente e Arredo Urbano).  Per quanto riguarda le personalità per la guida dei diversi enti riteniamo che la nomina sia conseguente ad una ricerca delle migliori competenze disponibili nel nostro territorio.
Giorgio Ballesi: Non sono in grado oggi di fornirle i nomi. Però sono perfettamente in grado di indicarle il criterio che adotteremo per scegliere le persone: la pubblicazione del curriculum di ognuno. Non essendo un partito, siamo i primi a tenere in maniera particolare alla qualità della squadra. Anzi, direi che non essendo un partito possiamo permettercelo, perché non dobbiamo rispondere a logiche che con le capacità hanno ben poco da spartire.
Romano Carancini: La scelta della squadra è prerogativa indipendente del Sindaco che io intendo esercitare appieno senza condizionamenti ma seguendo alcune linee di azione: vicesindaco donna e significativa presenza di donne tra esecutivo e ruoli apicali; la competenza, l’esperienza (non in termini politici), la capacità di relazione e soprattutto l’attitudine personale di fare e sentirsi squadra con il Sindaco e con gli altri Assessori, saranno i criteri di orientamento nelle mie scelte.
Non indicherò ora i nomi, quantomeno per la tornata del 28 e 29 marzo; verificherò se sarà possibile o sarò nella condizione di farlo qualora ci fosse un eventuale ballottaggio.
Anna Menghi: Innanzitutto, si vota il sindaco, il quale si assume la responsabilità di nominare persone competenti e affidabili. Su questo credo, in passato, di aver dato un esempio di affidabilità, nominando persone la cui capacità è ampiamente riconoscibile ancora oggi (Dante Ferretti, Assessore alla Cultura). Per il futuro dovremo, oltre che ricorrere al lavoro della Giunta,  richiamare le migliori energie per avviare un’attività particolarmente impegnativa diretta non solo alla riorganizzazione del Comune, ma anche per porre le basi verso il rilancio della città. Stesso criterio vale per gli enti e le società partecipate, nei quali l’incarico verrà affidato alle migliori professionalità, ricercate anche attraverso modalità di trasparenza amministrativa (bando) per conseguire l’obiettivo di avere società che forniscano servizi efficienti al minor costo per i cittadini.
Fabio Pistarelli: La città ha bisogno del coinvolgimento di tutte le energie positive, intelligenze e competenze. Ha bisogno di rilancio, di progetti e di concrete realizzazioni, per non avere più quelle tante incompiute che ancora vi sono in tutti i campi, o quell’alone negativo di città spenta o inaccessibile. C’è molto da fare e sinceramente mi piacerebbe che in questo sforzo di rilancio vi fosse la disponibilità e la possibilità più ampia di coinvolgimento, anche oltre gli incarichi istituzionali (assessori o ruoli negli enti). Ho qualche idea in proposito e per questo ritengo ancora prematuro indicare nominativi, prima  di una attenta verifica e modifica degli strumenti e dei modi di fare amministrazione cittadina. Sicuramente starò molto attento alle competenze, ma anche alla disponibilità di tempo e alla passione che vorranno mettere coloro che si renderanno disponibili a collaborare direttamente.

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