Una casa senza bollette:
qui abita la bioedilizia

di Eno Santecchia
Anche se in parte alleggerite dal ribasso (provvisorio) del costo del petrolio, le bollette pesano sempre sui bilanci familiari degli italiani.
A tre chilometri da Tolentino, in contrada Parruccia, c’e’ una casa senza il costo delle bollette. Anzi, questa casa più che costare produce: ben 8.500 – 9.000 kW l’anno sono immessi nella rete elettrica pubblica. Non ha bisogno neanche dell’acquedotto: l’acqua, proveniente da un pozzo, viene filtrata per osmosi.
Non è una costruzione a scopo divulgativo e didattico simile alla casa ecologica di Belforte del Chienti (www.casaecologica.net ), ma una abitazione funzionante di una normale famiglia. È calda, asciutta e sana: tutti vorrebbero viverci.
Un’escursione virtuale ci porterà a scoprire i materiali, i metodi e i sistemi conosciuti dagli esperti del settore, ma inconsueti ai più. Oggi tanto si parla di bioedilizia, ma sono pochissime le nuove abitazioni costruite con materiali e tecniche ecosostenibili. Negli anni Novanta i coniugi Roberto e Sonia Gasparrini sono stati dei pionieri in materia.
L’idea è nata nel 1992 quando l’attuale fabbricato era una casa di campagna abbandonata da un decennio: un rudere con vistose crepe.

Il sig. Gasparrini e la consorte Sonia misero a dimora delle piantine nel terreno circostante; il giorno successivo erano già state rubate. A buona ragione i due volenterosi autodidatti iniziarono a costruire un recinto.
Con santa pazienza presero a demolire la vecchia struttura, separando i materiali di recupero per tipologia: coppi, pianelle, vecchi mattoni e pietre.
Roberto dapprima aveva avuto l’idea di acquistare una casa prefabbricata di legno,con tronchi a incasso, proveniente dalla Russia. Poi per motivi di rilascio della licenza edilizia optò per quella tradizionale in muratura. Una ditta costruì la struttura portante in cemento armato, il tamponamento fu fatto con foratoni pesanti.
Dal 1996 in poi Roberto si recò alcune volte alla fiera “Sana” di Bologna, dove prese spunti interessanti per la sua casa ecosostenibile. Lesse qualche libro e ottenne dei buoni consigli da specialisti di bioedilizia. Altri suggerimenti li apprese dalle videocassette di Beppe Grillo sull’ecologia in generale. Capì che una casa dai ridotti consumi, oltre ad essere un investimento familiare, rispetta l’ambiente e il prossimo.
Non fu semplice trovare manodopera edile disposta ad usare materiali e tecniche della bioedilizia, come il grassello di calce che, a differenza del cemento, indurisce con il tempo ed ha proprietà antimuffa. Anche i materiali ecocompatibili non furono di facile reperibilità. Non dimentichiamo che alcuni materiali da costruzione possono emettere radioattività (Radon). Secondo le stime questo gas radioattivo, accumulatosi all’interno delle abitazioni, ogni anno causa il decesso di 20.000 persone nell’Unione Europea e tremila in Italia.
Ultimata la struttura in cemento armato, essa fu rivestita con pietra del luogo anche per far durare di più il cemento; Roberto tiene a precisare che il cemento, nei decenni, è soggetto al deterioramento prima di quanto si possa pensare.
Il 26 settembre 1997, giorno del terremoto che colpì le Marche e l’Umbria, Sonia stava pilotando la gru che ondeggiò paurosamente: sembrò cadere da un momento all’altro.
Si occuparono poi della coibentazione e dell’isolamento, usando anche sughero incollato a vapore con resine di legno, prodotto biologico importato dal Portogallo. Nel frattempo furono posizionati i tubi di rame del riscaldamento a parete, collegati con il bollitore dell’impianto solare termico. Grazie a questi accorgimenti si può sostenere che l’umidità non abita più lì!

Questa abitazione sicura, autosufficiente ed ecosostenibile sita in contrada Parruccia di Tolentino nonostante le sue peculiarità non comuni è passata quasi inosservata ai mass-media.
L’intonaco è composto di grassello di calce, sabbia e olio di lino; quest’ultimo è un buon idrorepellente.
Una volta ultimati gli intonaci, sono stati posati i pavimenti con listoni a incasso inchiodati (senza colle) poi trattati con impregnanti naturali a base di essenze di agrumi. Curiosità: per un anno all’interno si sentì un buon profumo di agrumi.
La costruzione di questa casa impegnò tutti i fine settimana e le ferie di Roberto e Sonia per ben nove anni, mentre alloggiavano nell’umido seminterrato.
Nel 2001, dopo tanto duro lavoro, finalmente la casa fu abitabile.
L’edificio è autosufficiente: non ha bisogno dell’acquedotto, della rete elettrica né del gas. Produce energia elettrica con impianti fotovoltaici. Dispone anche di un impianto eolico a due pale, che nei giorni ventosi produce energia, immagazzinata nelle batterie. In caso di black-out della rete elettrica pubblica la casa si alimenta con questa energia.
Dispone di un solare termico al CPC sottovuoto di 6-7 metri quadri che produce acqua sanitaria per il riscaldamento, sufficiente anche a riscaldare la piscina d’estate. Il fotovoltaico ha la superficie di 50 m di cui dieci con inseguitore: gira con il sole ed ha il massimo della resa per quasi tutta la giornata.
Completa la ricca dotazione un caminetto onnivoro posto nel soggiorno che brucia pellets, sansa e cippato (scarti di potatura trinciati), manda l’acqua calda al bollitore-scambiatore di 550 litri (la cui parte alta arriva alla temperatura di 85 – 95 °C), ove rimane a disposizione per gli usi domestici e di riscaldamento. Il caminetto è autoalimentato tramite una comoda coclea a contenitore esterno.
La pompa di calore riscalda l’acqua con l’elettricità per mantenere gli ambienti interni caldi anche quando è nuvoloso.
L’impianto elettrico è a stella e dotato di disgiuntore a interruttore per limitare i campi elettromagnetici. Le vernici usate, sia impregnanti che smalti, sono tutte naturali, le tempere sono all’uovo.
Anche nella scelta dei mobili i coniugi Gasparrini hanno pensato alla salubrità degli ambienti: i mobili di teak sono tutti con viti senza colle e provengono da Birmania, India e Pakistan.
In sostanza i proprietari devono pagare solo 40 euro annuali all’ASSM (l’azienda elettrica tolentinate) per il contatore e i normali costi dell’ADSL al gestore telefonico. Quando la signora Sonia ha fretta di cucinare, anziché le piastre elettriche, usa il gas; una bombola di GPL dura un anno!
Roberto e la moglie sono attenti anche nell’acquisto dei prodotti per la pulizia della casa: usano sapone biologico alla spina che non inquina e non intasa le condutture.
Al piano superiore dello stabile c’è il piccolo Bed & Breakfast “Sole e Vento” con la capienza massima di sei persone. Viene frequentato da turisti francesi, canadesi, olandesi e da qualche italiano incuriosito. È arredato in gradevole stile etnico e dotato delle moderne tecnologie.
Alcuni anni fa, i ragazzi della terza classe delle Scuole Medie di Tolentino furono accompagnati a visitare quest’abitazione.
Materiali salubri, risparmio energetico e riciclaggio renderanno la nostra vita migliore; più che un’imposizione, risparmiare e non inquinare dovrebbe essere una sentita esigenza.
Roberto e Sonia Gasparrini sono 2 ragazzi che con tenacia, volontà, fantasia hanno creato qualcosa di unico nella nosta Provincia.
Pur non essendo esperti nel settore, ma essendo ragazzi capaci ed intellienti, credo che potrebbero tranquillamente insegnare ai nostri ingegneri (caltroni), ai nostri architetti (incompetenti), ai nostri progettisti (incapaci) che oggi (per moda) fingono di essre esperti di bioedilizia mentre non ci capiscono quasi nulla, e quel poco che capiscono lo capiscono male.
Roberto è un ragazzo allegro, sempre disponibile, sempre capace di indirizzare l’amico con un consiglio.
Graze a lui nel 2007 ho acquistato una stufa a pellet: ora d’inverno casa è sempre calda (quanado ceniamo ed invitiamo gi amici possiamo stare tranquillamente in maglietta a maniche corte, tanto è il caldo!) e anche il portafogio ne ha beneficiato.
Prima spendevo 700-800 euro per riscaldarmi, ora non nespendo più di150 per tutta l’invernata…..
Se mai dovessi costruirmi una casa, dove andare a vivere, andrei prima da Roberto e Sonia a chiedere consiglio….